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Il Colesterolo spiegato in modo facile

Cambiamenti delle abitudini alimentari, dello stile di vita ed una corretta integrazione possono abbassare il colesterolo senza farmaci

Quindi oggi parleremo di

1) L’aterosclerosi, cos’è e perché tenerla sotto controllo.

2) Cosa controllare nelle analisi.

3) VDCL, trigliceridi e glicemia, tutto quello che non ti hanno mai fatto sapere.

4) Perché le statine non sono sempre la scelta giusta per il controllo del colesterolo

5) Come curare l’aterosclerosi SENZA farmaci

1) L’aterosclerosi, cos’è e perché tenerla sotto controllo.

Sei a conoscenza di perché il colesterolo sia così importante per la nostra salute e perché bisogna tenerlo sotto controllo?

Come già ben saprai in concentrazioni eccessive è pericoloso, infatti è un fattore di rischio per l’aterosclerosi.

L’aterosclerosi (detta anche arteriosclerosi) è una CVD (malattia cardiovascolare) caratterizzata da un indurimento con perdita di elasticità delle pareti delle arterie causata da accumuli di lipidi (tra cui il colesterolo) che formano placche dette ateromi.

L’aterosclerosi non da sintomi fino a quando un’arteria non è in grado di rifornire adeguatamente di sangue gli organi ed i tessuti, in quel caso si possono avere sintomi minori come dolore al torace oppure ben più gravi infarto ed ictus (semplificando è un po’ come quando il rubinetto della cucina è ostruito dal calcare, prima va tutto bene, poi pian piano vedi che l’acqua non scende più bene e fai fatica a lavare i piatti).

Ma come si può capire se si è a rischio o no?

Il “Seven Countries Study” (uno studio epidemiologico condotto in sette nazioni ovvero Italia, Grecia, Repubbliche dell’ex Yugoslavia, Paesi Bassi, Finlandia, Stati Uniti d’America e Giappone negli anni 50-70) ha mostrato che il rischio di CVD è correlato sia ai livelli sierici di colesterolo sia all’apporto di grassi saturi con la dieta.

2) Cosa controllare nelle analisi?

Nelle analisi del sangue dovrai controllare quattro valori:

  • Colesterolo Totale
  • Colesterolo HDL
  • Colesterolo LDL
  • Trigliceridi

Il colesterolo è una molecola lipidica (lipide significa grasso) presente in tutte le cellule del corpo.

Il colesterolo può essere sia prodotto dal nostro organismo sia introdotto con la dieta. Il colesterolo prodotto dal nostro organismo è detto endogeno mentre quello assunto con la dieta è detto esogeno.

Un adulto sintetizza dai 600 ai 1000 mg di colesterolo/die, uno degli organi più impegnati nella sintesi del colesterolo è il fegato, regolatore dei livelli di colesterolo nel sangue. Una buona parte del colesterolo ivi prodotto è immesso nella bile. La bile è il liquido contenuto nella cistifellea, liberato nell’intestino per digerire i grassi ed assorbire le vitamine liposolubili Vitamina A, D, E e K.

Il 95% della bile viene riassorbita nell’intestino, perché il nostro corpo non spreca il colesterolo in essa contenuto: infatti produrre il colesterolo è un processo lungo e laborioso che richiede alle cellule dalle 36 alle 42 reazioni biochimiche.

Nel nostro corpo abbiamo circa 100 grammi di colesterolo, circa il 25% si trova nel cervello: la maggior concentrazione si trova nelle sinapsi che sono la connessione tra le cellule nervose e nella mielina, la guaina che riveste le cellule e le fibre nervose.

Lo sviluppo del cervello e degli occhi del feto e del neonato dipende da adeguate quantità di colesterolo. Il latte materno contiene il doppio di colesterolo rispetto al latte di vacca. Bassi valori di colesterolo sono associati a un maggior rischio di morte, soprattutto per tumore, costituendo addirittura un “marker di fragilità” per gli anziani.

Ricordiamo che il colesterolo è la materia prima per la sintesi degli ormoni sessuali (testosterone, progesterone, estrogeni), del cortisolo, dell’aldosterone e della vitamina D (un’alimentazione povera di grassi e ricca di zuccheri raffinati è una delle cause della ridotta fertilità attuale).

Il colesterolo inoltre è fondamentale per la corretta fluidità delle membrane cellulari perché senza sarebbero troppo fluide e quindi non in grado di controllare e regolare il passaggio di acqua e di favorire l’eliminazione delle scorie metaboliche derivate dai vari nutrienti, serve come precursore per la vitamina D e altri ormoni e nei primi anni di vita è indispensabile dato che la maturazione del sistema nervoso del bambino termina verso i due anni di vita.

Il colesterolo totale è la somma di colesterolo buono e colesterolo cattivo, è facilmente intuibile quindi che il colesterolo non è tutto uguale e il colesterolo totale è un valore che ci interessa relativamente per capire se sei in salute o meno.

Spesso ti dicono di prendere medicine per abbassare il colesterolo totale ma non ha senso se prima non si guardano i valori di colesterolo HDL e LDL e poi si fanno le valutazioni (infatti avere un colesterolo totale alto ma con una altissima percentuale di colesterolo buono è diverso dall’averlo normale con una altissima percentuale di colesterolo cattivo).

Il colesterolo HDL (high density lypoprotein, lipoproteina ad alta densità) è il “colesterolo buono”, queste lipoproteine aiutano ad eliminare il colesterolo dall’organismo perché legandosi con esso lo trasportano al fegato dove viene scomposto ed utilizzato per altri compiti oppure eliminato.

Le LDL (low density lypoprotein, lipoproteina a bassa densità) hanno il compito di trasportare il colesterolo e rilasciarlo nelle cellule che ne hanno bisogno. Il colesterolo LDL è “cattivo” perché se in eccesso si accumula nelle arterie e quando è “esterificato” (legato) con acidi grassi saturi forma le placche.

Mediamente per ogni calo del 1% in LDL il rischio di un attacco cardiaco scende del 2% mentre per ogni aumento del 1% in HDL il rischio scende del 3-4%

E’ importante avere un rapporto colesterolo totale/HDL pari almeno a 4 (o inferiore), quindi avere una percentuale di HDL pari al 25% del totale (100/4 =25%)

Quindi all’aumentare del valore del colesterolo totale la percentuale diminuirà, all’aumentare di HDL invece accadrà il contrario.

Complicato?

Non lo è se usi questo mio trucchetto per memorizzare le differenze. La H di HDL sta per high, alto, è un colesterolo che vogliamo alto, la L di LDL sta per low, basso, lo vogliamo basso.

(E’ più facile cosi? Direi di si).

Però ancora non vi ho detto cosa sono le VLDL (lipoproteine a densità molto bassa)!

3) VDCL, trigliceridi e glicemia, tutto quello che non ti hanno mai fatto sapere.

Il nostro fegato produce queste particelle e le rilascia nel nostro sangue. Queste particelle trasportano i trigliceridi (un tipo di grasso di cui ti parlerò tra poco) verso i tessuti.

LDL e VLDL sono molto simili tra loro, la differenza fondamentale è che la prima trasporta il colesterolo e la seconda i trigliceridi e sono dannosi perché contribuiscono alla formazione di placche nelle arterie, queste placche non sono altro che una sostanza appiccicosa formata da grasso, colesterolo, calcio e altre sostanze presenti nel sangue.

Con il passare del tempo le placche si induriscono e restringono le arterie, ciò limita il flusso sanguineo ricco di ossigeno verso i tessuti.

Quando farete le analisi del sangue verranno misurati i valori principali e non la concentrazione di VLDL, che di solito viene stimata attorto ad un quinto della concentrazione di trigliceridi (tale approssimazione è fallace nel caso in cui i valori di trigliceridi sono troppo alti). Il valore “giusto” per le VLDL deve essere inferiore a 30 mg/dL e dato che VLDL e trigliceridi sono collegati abbassando i secondi abbassi tutto.

Cerchiamo ora di capire cosa sono i trigliceridi…

I trigliceridi sono una molecola che serve per immagazzinare i grassi, sono composti da una molecola di glicerina legata a tre molecole di acidi grassi ed assumerà forme diverse a seconda dei tipi di acidi grassi che lo compongono.

Questi acidi grassi possono essere suddivisi in acidi grassi

  • Saturi
  • Insaturi

Quelli saturi (a causa della mancanza di doppi legami) sono dritti viceversa quelli insaturi (per la presenza dei doppi legami) sono un po’ curvi, questa caratteristica è fondamentale perché i saturi sono in grado di impaccarsi tra di loro come i bastoncini del tetris e rimangono solidi a temperatura ambiente (formando placche all’interno delle arterie) al contrario i bastoncini insaturi, ricurvi, non riescono ad impaccarsi e rimangono liquidi.

A loro volta i grassi possono essere suddivisi (a seconda della disposizione dei loro atomi nello spazio) in:

  • Acidi grassi trans
  • Acidi grassi cis

I trans (ad eccezione dei CLA, gli acidi linoleico coniugati con attività ipocolesterolemizzante, antidiabetica ed anticancerogena) non sono nient’altro che acidi grassi insaturi che dopo una reazione di idrogenazione (“grassi idrogenati” ti dice niente?) perdono il loro doppio legame, diventano solidi e vengono usati come conservanti nell’industria alimentare.

Questi grassi trans sono pericolosi perché abbassano il colesterolo HDL ed alzano l’LDL ed il colesterolo totale.

Quale è il rischio dato dai trigliceridi alti? Quando hai i trigliceridi alti il sangue inizia ad addensarsi, il cuore inizia quindi a pompare più forte e ti si alza la pressione.

Se non bastasse aumenta anche la glicemia a digiuno e c’è il rischio di steatosi epatica e pancreatite.

Un buon rapporto trigliceridi/HDL dovrebbe essere inferiore a 2.

Quanto è più alto il valore dei trigliceridi tanto più alto sarà il risultato di questo rapporto, tanto è più alto il valore di HDL tanto più basso sarà il risultato.

Ingenuamente potresti pensare che basta limitare i trigliceridi assunti con la dieta, quando in realtà non è cosi.

Devi fare attenzione anche agli zuccheri, infatti quando i valori della glicemia (concentrazione di glucosio nel sangue) sono alti si alza l’insulina che porta alla sintesi di acidi grassi (lipogenesi) e alla loro esterificazione in trigliceridi e inibisce la lipasi (enzima che trasforma i trigliceridi in glicerolo ed acidi grassi).

Il mio consiglio è stare all’erta e fare prevenzione anche in giovane età perché, fortunatamente, le MCV su base aterosclerotica si possono prevenire ed è importante farlo perché, statistiche alla mano, il 75-95% degli eventi è a carico di persone con un basso livello di rischio. In altri termini, un basso livello di rischio, cui è esposta la gran parte della popolazione, produce in termini assoluti un danno maggiore di quello derivato da un rischio elevato al quale è esposto solo un gruppo più limitato di persone.

Tra i fattori di rischio troviamo:

  • Fumo
  • Diabete
  • Ipertensione
  • Ipertrigliceridemia
  • Sedentarietà
  • Circonferenza vita >94 per gli uomini e >80 per le donne dove il BMI sia >25 Kg/m2

4) Perché le statine non sono sempre la scelta giusta per il controllo del colesterolo

Come abbiamo visto uno dei principali responsabili dell’aterosclerosi è il colesterolo; tra i medicinali più prescritti vi sono le statine.

Le statine riducono la sintesi epatica di colesterolo endogeno (inibendo in maniera competitiva l’idrossi-metil-glutaril-coenzima A [HMG-CoA]) con conseguente riduzione delle concentrazioni intracellulari di colesterolo e un aumento dell’espressione dei recettori per le LDL sulla superficie degli epatociti riducendo quindi anche i valori di LDL.

In soldoni le statine agiscono sul colesterolo prodotto dall’organismo e ne abbassano il valore (quindi anche dell’HDL che vorremmo più alto possibile).

Inoltre hanno pesanti effetti collaterali:

  • Mialgie (debolezza muscolare). Le statine riducono le riserve di ubichinone (coenzima Q10) un potente regolatore della disponibilità di ossigeno nelle strutture cellulari e questo causa debolezza muscolare. Il mio consiglio è integrarlo SEMPRE durante la terapia con statine.
  • Aumento delle transaminasi. L’aumento delle transaminasi è un sintomo che potrebbe indicare che il tuo fegato non funziona in maniera appropriata (le cellule del fegato quando sono infiammate rilasciano una quantita di questi enzimi superiore alla norma)
  • Interazioni con altri medicinali. Le statine possono interagire con numerosi medicinali (vedi tabelle 1-2)

TABELLA 1 – Selezione di farmaci che possono aumentare il rischio di miopatia e rabdomiolisi quando utilizzati in associazione con le statine.

Amiodarone
Ciclosporina
Danazolo
Macrolidi (azitromicina, claritromicina, eritromicina, telitromicina)
Antifungini azolici (itraconazolo, ketoconazolo,fluconazolo)
Calcio antagonisti (mibefradil, diltiazem, verapamile)
Niacina
Succo di Pompelmo
Inibitori della proteasi (amprenavir, indinavir, nelfinavir, ritonavir, saquinavir)
Sildenafil (conosciuto anche come Viagra)
Warfarina (conosciuto anche come coumadin), acenocoumarolo
Niacina (vitamina B3)

5) Come curare l’aterosclerosi SENZA farmaci

Fortunatamente cambiamenti delle abitudini alimentari, dello stile di vita ed una corretta integrazione possono abbassare notevolmente il rischio cardiovascolare senza doversi esporre ai problemi dati dalle medicinali.

Le soluzioni più usate sono:

Riso rosso fermentato.

Il riso rosso fermentato è in grado di ridurre la produzione di colesterolo da parte del fegato, tale azione è dovuta alla monacolina K (una statina di origine naturale derivata dalla fermentazione del riso rosso) che è un analogo strutturale della statina lovastatina ma rispetto a quest’ultima ha una maggiore biodisponibilità ed efficacia a parità di dose. A dosi comprese tra 3 ed oltre 20 mg/die si verifica mediamente una riduzione dei livelli di LDL-C di oltre il 20-25%. Consiglio sempre di associarla all’integrazione dell’enzima Q10.

Aglio.

I principi attivi contenuti dell’aglio hanno attività antiaggregante piastrinica (gli ajogeni interagiscono direttamente sui recettori piastrinici del fibrinogeno, inibiscono la 5-lipoossigenasi ed hanno una attività simile a quella dell’aspirina), antiipertensiva (tramite una vasodilatazione specifica delle arteriole e dei capillari), antiarterosclerotica (rende più elastici i vasi arteriosi), ipocolestrolemizzante (diminuisce il rapporto LDL/HDL) ed ipolipidemizzante (si abbassano i trigliceridi ematici ed epatici).

Omega 3.

Questi acidi grassi polinsaturi sono in grado di ridurre i valori di trigliceridi e delle lipoproteine VLDL (le lipoproteine ricche in trigliceridi). Possono essere usati sia da soli sia in aggiunta alla terapia con statine per abbassarne il dosaggio. Si ottiene una riduzione dose dipendente della trigliceridemia del 30%.

Fibre solubili.

Le fibre solubili che si trovano nei legumi, nella frutta e nella verdura sono efficaci per abbassare i livelli di colesterolo. Più è grande il grado di viscosità o la capacità di formare un gel più grande sarà la capacità della fibra di abbassare i livelli di colesterolo. Un ottimo modo di apportare fibre alla tua dieta potrebbe essere mangiare quotidianamente fiocchi o crusca d’avena, oppure un integratore a base di betaglucani. Studi hanno dimostrato che il consumo di 3 g di fibre solubili di avena abbassano mediamente i valori di colesterolo del 8-23% in persone con valori superiori ai 200 mg/dl. La cosa interessante è che per ogni 1% che cala il tuo valore di colesterolo si riduce del 2% la possibilità di avere problemi cardiaci. Perchè proprio l’avena dato che il suo contenuto di fibre (7%) è inferiore a quello di altri alimenti? Perchè i PUFA (acidi grassi polinsaturi) contenuti nell’avena abbassano il colesterolo quanto le fibre. Dovresti inoltre assumere più fibre perché oltre ad abbassare il colesterolo ti aiuteranno ad abbassare la concentrazione di proteina C-reattiva mediatrice dell’infiammazione. Nella tabella trovi una lista di alimenti ricchi di fibre

Fitosteroli.

I fitosteroli ed i fitostanoli hanno una struttura simile a quella del colesterolo pertanto quando si trovano nell’intestino sono in grado di abbassare l’assorbimento del colesterolo dalle micelle intestinali (un insieme di molecole non solubili in acqua, come appunto il colesterolo, circondato da particelle solubili che ne facilitano l’assorbimento).

In pratica riducento l’assorbimento intestinale si stimola l’espressione epatica di recettori per le LDL, si aumenta la captazione delle LDL circolanti da parte del fegato e si promuove la riduzione dei livelli ematici di LDL-C (1.6 g di fitosteroli/die possono produrre una riduzione di LDL-C dell’11,5% circa).

I cibi che contengono fitosteroli e fitostanoli sono ottimi cibi funzionali, hanno inoltre effetti antiaggreganti ed antiossidanti.

Fai attenzione, i fitosteroli e i fitostanoli possono ridurre l’assorbimento dei carotenoidi.

Niacina.

La niacina (chiamata anche vitamina PP o B3) abbassa mediamente il colesterolo LDL del 16-23% e allo stesso tempo alza l’HDL del 20-33%. Inoltre contribuisce a ridurre i valori di proteina C-reattiva, fibrinogeno e trigliceridi. Carenze o malassorbimento di niacina portano alla pellagra o malattia delle tre “D” (demenza, diarrea e dermatite).

La niacina è contenuta prevalentemente nelle carni, nel lievito, nei cereali poco raffinati, nei legumi secchi, nelle uova e nei prodotti della pesca ed in considerazione della capacità dell’organismo di trasformare il triptofano in acido nicotinico (60 mg di triptofano = 1 mg di niacina)si utilizza la definizione di equivalenti di niacina, per l’uomo sono 19 mg/die mentre per la donna 14 mg/die.

Attenzione però agli effetti collaterali causati da dosi eccessive (circa 2000 mg/die): rossore in viso, irritazione dello stomaco, nausea e problemi al fegato. Sebbene si associ al termine “naturale” l’idea che sia privo di effetti collaterali mi spiace farti notare che non sempre è cosi, infatti pesso il “naturale” è più insidioso del “chimico” e va usato con prudenza e solo da Professionisti.

Berberina.

Non fatevi trarre in inganno dal tradizionale uso della corteccia di Berberis ovvero il trattamento di alcune infezioni come le diarree di origine batterica, infatti la berberina è in grado di abbassare la pressione cardiaca ed è efficace nel mantenere nella norma i valori di trigliceridi e colesterolo. Il meccanismo è diverso da quello delle statine, non blocca la sintesi endogena di colesterolo ma aumenta la capacità del fegato di catturare e metabolizzare il colesterolo in eccesso, facilitandone il riassorbimento dal sangue. Si ha una diminuzione media della concentrazione ematica di colesterolo del 29% e del 35% di trigliceridi.

La berberina è ottima nelle persone affette da sindrome metabolica grazie alla sua azione ipoglicemizzante legata alla capacità di aumentare l’espressione di recettori per l’insulina

Conclusione

Spero dunque che questo articolo ti sia piaciuto ed abbia compreso cos’è l’aterosclerosi e perché è pericolosa, nonché il ruolo di colesterolo, hdl, ldl, vldl, trigliceridi…

Scriverlo è stato veramente complicato data l’importanza dell’argomento e la sua complessità, i parametri da analizzare sono tanti e rendere tutto il più semplice e pratico possibile mi ha richiesto tantissime energie, quindi, nel caso qualcosa non ti sia chiaro o tu abbia altre domande scrivilo nei commenti,

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Bibliografia

Dott. Federico Mulazzani

Farmacista & Nutrizionista titolare di "Farmacista Nutrizionista" esercizio farmaceutico situato a Rimini in Via Dante 13 Il mio obiettivo? <strong>Farti stare bene</strong>

One thought to “Il Colesterolo spiegato in modo facile”

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